La fontana del Babuino

Fontana del babuino

 

Sita in via del Babuino, era in origine (seconda metà del XVI sec) una fontana “semipubblica” (cioè costruita a spese di un privato), formata da una statua di marmo in grandezza naturale, raffigurante un “Sileno disteso”, posta sopra una vasca termale di epoca romana, di granito bigio e di forma rettangolare, entro cui versava l’Acqua Vergine (e ciò non prima del 1576) una semplice cannella.

 

Fontana del Babuino – Da un’incisone di Franco Zampetti

 

Fontana del babuino01

Venne realizzata a cura e spese di Alessandro Grandi, in cambio – per concessione papale, secondo la consuetudine dell’epoca – di tre once d’acqua e fu sistemata a ridosso del proprio palazzetto (approssimativamente sul lato opposto dell’attuale collocazione) in un prospetto a nicchia isolato nell’allora strada Paolina, strada che si snodava tra orti e case in gran parte modeste.

 

 

Fontana del babuino02

 

Alberto Cassio, noto storico delle acque di Roma che visse nella seconda metà del XVIII sec. considerò la statua una riproduzione del semicapro Sanco Fidio, antica divinità sabina venerata anche dai Romani e a cui era stato dedicato un tempio a Magnanapol, presso l’odierna villa Aldobrandini.

 

 

 

Fontana del babuino03Il vecchissimo Cardinal Pietro Deza, invece, passando in carrozza davanti alla fontana, si levava devotamente il cappello convinto che si trattasse della statua di S. Girolamo con la barba incolta e prolissa. Essa, comunque sembrò talmente brutta al popolino che, ravvisandovi le sembianze di una scimmia, subito la ribattezzò “babuino“; e tale denominazione, divenuta assai popolare nel 1581, rimase da allora definitiva e famosa nella toponomastica romana. La via prende il nome proprio da questo evento popolare. Nel 1738, in seguito alla costruzione del palazzo Boncompagni Ludovisi, poi Cerasi, la fontana venne spostata in una nicchia analoga alla precedente, caratterizzata da due lesene scandite da forti bugne, ricavata alla base del nuovo edificio.  Sull’architrave fu aggiunta una composizione in travertino raffigurante due delfini che sorreggevano con le code un balconcino sovrastante.

Fontana del babuino04Per motivi di viabilità nel 1877 la fontana fu scomposta: la statua del Babuino fu provvisoriamente collocata nel cortile del palazzo Cerasi; la vasca di granito venne utilizzata in sostituzione di quella dell’abbeveratoio di via Flaminia, dinanzi alla fontana di Giulio m; la nicchia divenne invece una porta d’ingresso tuttora esistente al civico 49/a.

Nel 1957, in seguito alle proteste dei “romanisti”, il Babuino, una delle famose “statue parlanti” della vecchia Roma, ridotto in condizione pietose, venne riadattato a fontana sulla vasca originaria (ripresa da via Flaminia) e nuovamente posto – sia pure in maniera non felice – nella “sua” via, a sinistra della chiesa di S. Atanasio dei Greci, addossato alla parete dello studio Tadolini.

 

 

 

 

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