La bottiglia del Campari Soda – F. Depero

campari-fortunato-depero1Nel 1913 Giacomo Balla e Fortunato Depero firmano il manifesto Ricostruzione futurista, progetto di fusione totale delle arti per ricostruire l’universo rallegrandolo, cioè ricreandolo integralmente. “Daremo scheletro e carne all’impalpabile all’impercettibile”, dissero.

Sebbene i futuristi abbiano anche proposto abiti, arredi, suoni e sapori sarà piuttosto sul terreno della grafica, della comunicazione, della pubblicità che il futurismo riuscirà a costruire un rapporto innovativo con il mondo della produzione e dell’industria.

Non è un caso se Fortunato Depero, forse il futurista più eclettico e popolare, instancabile autore nel suo laboratorio di Rovereto di arazzi, scenografie, tappeti, affermi che nel 1918 con straordinaria lungimiranza che “l’arte del futuro sarà la pubblicità“.

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Un’intuizione che l’artista ebbe modo di sviluppare in una lunga collaborazione con le industrie di Davide Campari, produttrici del celeberrimo aperitivo Bitter. Se non nè proprio un universo quello che Depero immagina per Campari è un paesaggio a geometrie variabili, fatto di energie, tensioni, di scomposte e allegre figure. E’ da questo mondo sospeso tra cubismo e futuristiche accellerazioni che deriva il disegno della bottoglietta del Campari Soda, miscela predosata di Bitter e acqua tonica. La forma a cono, il vetro smerigliato, l’assenza di etichette tutto concorre a esaltare l’inconfondibile rosso coccinella della bevanda.

 

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